Un vero, e sano, rinnovamento della politica, a mio giudizio non può prescindere da tre questioni fondamentali:
-la legalità
-le Primarie
-l’apertura alle nuove generazioni e al loro carico di freschezza e d’entusiasmo.
Entrando nel merito dei singoli punti, legalità significa un’accurata selezione della classe dirigente e la formulazione di un documento nel quale si richiede chiaramente al partito di impegnarsi a non ricandidare tutti quegli esponenti che siano stati raggiunti da avvisi di garanzia o, peggio ancora, condanne o richieste d’arresto.
Primarie significa che, in caso di mancata riforma della legge elettorale, il PD DEVE impegnarsi ad effettuare delle serie Primarie di collegio per la scelta dei candidati e, secondo me, dovrebbe vincolare eventuali alleanze alla richiesta che anche gli altri partiti della coalizione scelgano con questo sistema i propri parlamentari.
Niente ”cinesi” ai gazebo, aggiungerei.
Rinnovamento, delle tre, è la parola più controversa poiché, data la mia giovane età, potrebbe lasciar presumere un tentativo di ”Cicero pro domo sua”.
Per me, rinnovare la classe dirigente del PD è una necessità assoluta e un’urgenza che si pone da tempo; ciò non vuol dire gettare nella mischia persone poco preparate o dirigenti improvvisati, bensì avviare dei seri corsi di formazione e valorizzare le eccellenze, consentendo anche alla mia generazione di iniziare il proprio cammino e di veder riconosciute le proprie qualità.
Ecco, è con queste idee e con queste proposte che mi iscrivo al suddetto gruppo.
Che ne pensate?